Ce l’hai uno Slot? The Human Slot Machine

Carlito’s way

Ce l’hai uno Slot?
The Human Slot Machine

Caro amico di social, cara amica di social, se ho degli slot?
Per te, intendi?
Ma voi scherzare, come no?
Sono pieno di fessure superficiali e profonde, interstizi multitemporali e multidimensionali, fratture gravi e semplici graffi, tagli rimarginati ed altri ancora aperti, spazi limitati e infinitamente possibili, aperture, so introdurre, anche sviluppare un discorso e chiuderlo, incipit ed exit, ho messo tante monetine nei jukebox, a mio modo sono anche “groove”. Mi sono guadagnato tutto in una vita plurifessutata. Contemporaneo, no?
Ma tu, cosa vuoi da me? In quale fessura vuoi veramente interferire? Lo sai che le fessure vanno esplorate? Lo sai che sono una delle poche cose che mi è rimasto di sentire mie, e tu vuoi entrarci dentro fottendotene completamente di quello che (non sai) che potresti trovare? Ci provi e basta?
Pensi che a Carlito vada bene così? Pensi che il sangue che c’è nelle fessure sia tutto dello stesso tipo? O anche l’amore che c’è, nelle stesse fessure?
“Caro Carlo, complimenti per la tua attività, la osserviamo da tempo (ah sì?, – anche io a dire il vero – , ma no, ma dai, non mi dire, caspita quanto sei figo!! e io che non me ne sono accorto, sono proprio in testa al posizionamento dei pirla google), facciamo questo e quest’altro, ce l’hai [o ce l’AI]) uno slot domani o in settimana?”
Domani? In settimana? Ma perchè non facciamo adesso, subito?
Dai, uno slottino non ce l’hai?
Cosa mi vuoi vendere? Dai, su, vai veloce, non usare giri finto-gentili di perole: un cartellino marcatempo? Un sistema di sorveglianza? Le stesse cose che faccio io da una vita, magari meglio, o solo diversamente, da te? Un B2B che conosce solo il 2 e gli mancano le due B?
Caspita che sfiga, io ascolto ancora gli Eurytmics, dici che devo mollare Sweet Dreams e passare di botto agli Algorytmics?
Ci posso provare, m’impegno davvero, ma mi devono dire qualcosa. Tu che mi dici?
#tuchenepensi? Ma ci pensi??
Senti amico, ascolta amica, il tuo “slot bombing” non otterrà nulla da me: prima informati, capisci, esplora, e poi contattami, sarò felice di slottare con te.
Altrimenti finisce che mi stai sulle palle, anche se tu avessi delle cose interranti da propormi, non ci arrivi nel modo giusto, che tu mi scriva dall’India, da Londra, da Padova, da Lucca, dal Bangladesh, da Minneapolis, per me fa lo stesso.
Fai il bravo o la brava, cambia storia, cambia approccio.
Sennò lascia perdere, non diventerò mai un facile strumento della tua noiosa Human Slot Machine.
A meno che la monetina nel jukebox del mio job non la metti tu; ho un tariffario per gli slot da cazzimma tua, lo trovi su internet, costa il giusto e magari ti conviene pure; forse impari qualcosa anche tu, pagando.
Lo sai, puoi capirlo (credo, spero, no? forse no) , che se dovessi rispondere a tutte le richieste di slot mi converrebbe andare a vivere a Las Vegas?. Tu ci ei mai stato, o mai stata, sempre per parità di genere, sennò esco pure dal tuo mainstream, e non sia mai, gli slot sono gender free.
Usa la tua HI (Human Intelligence) sommata alla tua BI (Business Intelligence) e se vuoi moltiplicala pure per la (loro) AI, e ascolta ogni tanto Sweet Dreams, se sai da dove arriva e dove ti potrebbe portare.
Carlito non gioca gratis nella tua Slot Machine, a meno che non mi dimostri che ha un Human Coding.