Carlito’s Way
Posto apposta un post per i posteri
Posto che i miei post non hanno mai caterve di likes e tantomeno di licks – e so il perché – (perché non riesco a seguire gli alisei del mainstream, proprio non ce la faccio per mia natura, quindi per cortesia chi dovesse mai leggere questo articoletto non si proponga per l’ennesimo brand-miracle, che ne ricevo una cinquina al giorno, tutti da gente sconosciutissima, tutti ugualissimi nell’esordio ed indistinguibili nelle proposte, per quanto prevedibili nell’immancabile exit “ce l’hai uno slot di 5-15 minuti nei prossimi giorni”); posto ciò, dicevo, qualche giorno fa mi sono imbattuto in un post che mi è piaciuto, di Stefano Lombardini, un copywriter che non conosco di persona.
Cosa ha fatto Stefano? Ha preso l’incipit di un post di un “Tizio” (così lo ha chiamato Stefano), e ci ha aggiunto le sue considerazioni che, come dicevo, mi sono piaciute per la chiarezza, la scorrevolezza e, soprattutto, il contenuto. Sorridere e pensare, ma guarda un po’, ogni tanto un post che vale la pena (la penna è obsoleta).
E allora cosa fa Carlito? Una cosa che non ha mai fatto: commento punto per punto il post che commenta un post, aggiungendo qualche considerazione senza cambiare una virgola del post di Stefano.
Inauguro una nuova forma di Catena di San Linkedin, ma in forma di raccontino senza pretese, dando a Stefano Lombardini quel che è di Stefano (in corsivo i passaggi del suo post, in caratteri normali alcuni miei pensieri in libertà).
Iniziamo.
“Questo è il mio ultimo post.
Qualche giorno fa ho visto il post di un tizio che iniziava così – ovviamente intendeva solo l’ultimo per il 2024 – e poi il solito “commenta con PIPPO per ricevere la mia imperdibile guida segreta su come avere successo su LinkedIn”.
Più di 800 commenti.”
Beati gli ultimi post, che saranno i primi di una nuova serie.
Mi viene in mente un invito di un Caio che mi proponeva una non meglio precisata “consulenza strategica” ovviamente gratuita, se avessi compilato un breve questionario entro e non oltre le ore 24,00 del 30 Settembre; l’invito arrivò il 6 Ottobre.
Pippo Pippo mio…si sa che Pippo non lo sa, ma intuisce…intuisce che tanti sono i Pluto antropomorfi che non resistono al commentino che va dal semplice “lo dico sempre, io!”, fino a cimentarsi in commenti più colti ed evoluti, o cementarsi in argomentazioni incontrovertibili, secondo loro. Nella saga del buon Walt (saccheggiato pure lui in innumerevoli post che non fanno altro che riportare una parte della sua saga personale, di quanto ha sofferto e non è stato capito prima di preconizzare l’utilizzo del Mouse), Pippo è un personaggio un po’ sbadato, quasi sempre goffo, poco razionale e lucido, ma dotato di grande intuito e senza dubbio intelligente, uno che sa come cavarsela, insomma, tutto l’opposto dell’efficientissimo (non sempre a dire il vero) Topolino. E poi Pippo si trasforma in Superpippo, ha le arachidi nel suo giardino che lo fanno diventare un super-eroe. Ecco svelato un “segreto”: Pippo intuisce che, se pur in modo spesso goffo (ma non gliene frega nulla), ogni post che fa è un’arachide che lo fa sentire, e a volte diventare, un Superpippo. Sembra facile seminare arachidi, ma ci vogliono intuito e una bella faccia da Pippo.
“Te lo svelo io, il segreto: è facile ottenere follower e visual su questa piattaforma. Facilissimo. Basta fare i furbi.
Prova, ad esempio, a postare contenuti di successo altrui, rubati altrove, aggiungendo solo un commentino generico di apprezzamento. Ci sono profili con 50k+ follower che campano solo così.”
Le ovvietà, prese da altri, decontestualizzate dall’originale e ricontestualizzate a piacimento e propria utilità sono un’operazione poco costosa e molto redditizia, hanno un Social-ROI altissimo, ma bisogna insistere, mica solo una, decine, centinaia, e raggiungerai il tuo target di follower.
Stefano hai ragione, è semplicemente facilissimo.
Basta guardarsi intorno, leggere qualcosina, andare su un sito con le frasi celebri, ed il giochino è fatto. E poi, le citazioni famose non sono nemmeno annoverabili tra i “furti”, sono lì, a disposizione di Pippo e suoi Pippi. Gratis et amore post.
“Oppure, trova la tua nicchia da social justice warrior. Sostenibilità e inclusività si legano bene al lavoro e sono quelle più gettonate. Pacifismo molto meno, perché c’entra poco col lavoro e i post politici vengono quasi sempre shadowbannati.”
Social Justice Warrior mi piace moltissimo e ti prometto, caro Stefano, che non la ruberò, a te no di sicuro. Vorremmo mica che nelle arachidi non ci siano i principi attivi dell’inclusività, della sostenibilità, degli ESG’s marchettari che dimostrano la tua sensibilità, compassione, gentilezza e cuore buono BtB, anche se fino a due-tre anni fa non sapevi nemmeno di che si parlasse o, addirittura, come ho appurato più volte, dicessi cose di segno opposto? I Pluto dimenticano in fretta quello che hai detto o scritto in precedenza, preferiscono citare Plutarco.
Un altro bel giochino è postare frammenti di vite a volte divertenti, altre volte sofferenti, perché no anche ironici (poche volte) con l’intento comune di umanizzare il successo inducendo un mood compassionevole che spesso di tale non ha nulla, omettendo tutto quello che ci sta intorno, o che c’è stato prima o dopo.
Un bel gettone va investito sulla dinamica successo-sconfitta-successo, vinco-cado-mi rialzo-io ce l’ho fatta, se vuoi sapere come contattami o clicca sulla campanella-che ne pensi? Questi valgono come bitcoin ai tempi di Trump, per il momento perché, si sa, il futuro è nelle nostre mani e i limiti-sono- solo- dentro- di- noi.
Sui post politici beh, in realtà ce ne sono sempre di più, sono per lo più di giornalisti (forse) policy-makers e policy-fakers; ho la sensazione che lo shadow banning funzioni sempre meno in realtà, si vede che stanno riuscendo a metterci dentro il gusto d’arachidi, l’aspartane dei Pippo.
“Costruisci il tuo personal brand su questo, porta avanti la tua battaglia e vai all’incasso: apprezzamenti, citazioni, guest post, articoli, libri, inviti a eventi, ospitate nei talk show. In questo caso, letteralmente, “Sky is the limit” – la rete tv, appunto.”
Quando i Pluto hanno seminato il terreno e arrivano a disporre di una piantagione di arachidi, allora possono vendere bagigi (baccelli) come se piovesse, e i Superpippi vengono chiamati dalle redazioni a spiegare come si ottiene la piantagione. Naturalmente bio.
Prima però serve postare immagini di partecipazione a speech conferenze, meeting, tavole rotonde che poi rotonde non sono son tutti in fila, moderazioni, ecc.
Confesso, qualche immagine così l’ho messa anch’io.
“Troppo faticoso? Capisco. Allora copia. Copia. Cerca i post in lingua inglese più popolari sui trend del momento. Falli tradurre e rielaborare in italiano da ChatGPT. Non dimenticare le emoji. E non farti scrupoli: è probabile che pure quello che hai copiato sia stato “ispirato” da un altro. Il 95% dei post sul marketing sono così.
Chiunque, facendo il furbo (o la furba), qui sopra può avere successo.
Del resto, cosa pensi che facciano gli influencer e creator famosi sulle altre piattaforme, YouTube, Instagram, TikTok, Twitch? Adattano i format americani, rifanno gli sketch popolari, parassitano i trend, mostrano la mercanzia.”
Prendi roba vecchia, cose trite e ritrite che si sanno e dicono e scrivono da anni o decenni, aggiungigli accanto l’AI (bisogna proprio citarla, non dimenticarsi questo passaggio), falli diventare in qualche modo artificialmente intelligenti, o intelligenti artificialmente, e tutto diventa nuovo, scintillante, assume un luminoso manto di magica innovazione, ed il gioco è fatto.
Sia chiaro, nulla di pregiudizievole nei confronti dell’AI, solo cautela, sto cercando di studiarla pure io, pensa un pò; AI è come i soldi, c’è chi li usa bene e chi li usa male. AI qualcuno la fa, molti la subiscono, alcuni la capiscono, diversi ci provano, alcuni la usano ed useranno bene ed altri male, moltissimi ne parlano e basta, a molti piace usarla come “bollino” d’innovazione per qualunque cosa, basta che faccia parte dell’economia post-circolare. Rielabora con l’AI la Teoria dei Bisogni di Maslow, riporta una frase di Porter, Mintzberg, Taylor, Crozier, Simon, Jung (basta non chiedere all’AI di mettergli di fianco anche Crosby Still e Nash), ecc… , buttagli vicino una roba AI e Pippo si sente già sulla Harvard Business Review (versione americana).
“La cosa molto difficile, invece, è provare a costruirsi un seguito cercando di evitare le furbate. Sforzandosi cioè di produrre sempre qualcosa di unico e originale, anche quando discuti di argomenti popolari o elogi/critichi opere altrui.
Ma questo è molto difficile (e faticoso), quindi è una strada che sconsiglio.
Fatti furbo, che è meglio.
Fai quello che piace a LORO.”
Qui mi viene in mente Crozza quando imita Razzi, “amico mio…fatti li post tua che io mi faccio li mia…”.
Anche io Stefano, la sconsiglio, e non sto scherzando.
Anche perché mentre scrivo queste righe giocando un pò su quello che hai scritto, mi sono arrivate tre richieste di call e un post di Sempronio che “circondarsi di persone positive che credono nei TUOI sogni e supportano le TUE ambizioni è una delle strade per il successo”.
Ecco.
Il LORO, che Walt li protegga e li illumini.
Dai che con questo articoletto magari 3-4 follower in più ti arrivano.
Ai post l’ardua sentenza.
Just for fun, naturalmente, qui si gioca seriamente.
Faccio anche io una citazione, dai…
“A forza di guardare, lo specchio si nutre di te. Della tua anima e dei tuoi lineamenti, delle espressioni e dei sorrisi che provi nell’intimità. Si riempie, e ti convince”.
(J. Gomez Jurado, “Tutto torna”, p. 140).
