Carlito’s way
Spero di trovarti bene
Il Galateo stucchevole della “nuova normalità”
E che ti devo dire, che magari sto malissimo, che è una giornata di merda, o addirittura un intero periodo, o preferisci che ti dica che sto benissimo, così siamo tutti a posto? E poi che vuoi, sperare di trovarmi male?
E poi, chi sei? Perché se ti conosco già allora ci può anche stare (ma sarebbe meglio che trovassi un’altra formula di saluto, mi basterebbe un “ciao” un “buongiorno” di assoluta normalità, poi “come sto” te lo dico io , se del caso e se me lo dici anche tu come stai), ma se non ti conosco e faccio parte delle tue iniziative di bombing commerciale a prescindere da chi sono e cosa faccio (tanto non te ne frega nulla, mi vuoi solo vendere qualcosa a prescindere), allora mi dà proprio fastidio, anzi a volte mi fai proprio incazzare e ottieni l’effetto opposto, di repulsione, anche se potresti avere cose interessanti da dirmi mi passo subito la voglia di ascoltarti.
Se poi, non conoscendomi affatto, concludi la mail o il messaggio con la solita proposta di “trovare uno slot, possibilmente nei prossimi giorni, o meglio ancora in settimana, per una “breve call conoscitiva”, allora mi fai venire la voglia di scappare da te, chiunque tu sia. Non ti banno subito perché sono d’indole gentile, sul serio, e ti rispondo pure, però se lo fai tre volte sei fuori.
Se poi non hai nemmeno dato uno sguardo al mio sito, non hai speso nemmeno un secondo per capire di cosa mi occupo e cosa potrebbe essermi utile, allora sei fottuto/a.
Da mesi ricevo mail e messaggi con questo incipit, e sicuramente anche molti di voi, però Carlito, pur essendosi addentrato da tempo in una dimensioni di crescente accettazione, prova crescente fastidio a sentirsi dire “spero di trovarti bene” da persone alle quali non gliene frega proprio nulla di come sta il suddetto Carlito, ma proprio palesemente niente.
L’immagine che ho messo a commento di questo breve post “pensante” l’ho screenshottata da una delle circa 300 mail che in questi due anni ho ricevuto da diversissime persone, quindi potrebbe essere di chiuque, tamto sono tutte uguali nel loro incipit.
Ma perchè fate così? Ma la meta-comunicazione, con tutti i corsi che avete fatto, proprio non la conoscete? Il canale dei segni e quello dei simboli di uno degli assiomi della comunicazione interpersonale proprio non li avete mai sentiti nominare? Oppure pensate che le comunicazioni via mail o social non siano incluse tra le relazioni interpersonali?.
Forse vi hanno detto di fare così, forse è una policy aziendale alla quale attenersi, oppure pensate che faccia parte di una delle tante tecniche di “comunicazione compassionevole”, ma di questo non ha nulla, è solo stucchevole.
Vi dò un suggerimento, fate così:
1) “Ciao Carlo, come stai?” (se mi conoscete, e partite subito con quello che dovete dirmi);
2) “Buongiorno Carlo, la contatto per questo motivo, ecc. ecc.” (se non mi conoscete, fate proprio così).
E quando avete detto quello che v’interessa dire, concludete con un semplice e normale “ciao”, e “un caro saluto” (se mi conoscete), oppure con un bel “cordiali saluti” o “con i migliori saluti” (se non mi conoscete proprio o mi conoscete poco o nulla).
E piantatela infine di parlare di “nuova normalità”, chi vuol essere speciale è meglio che sia normale, oggi più che mai.
Carlito vi ha propinato un “new normality netiquette-pippone”? Se sì barrate la casella “spero di trovarti bene” e continuate così, se no non barrate nessuna casella.
Alla prossima, vi auguro di stare tutti bene.
