Carlito’s Way
Il Potenziale Memetico
Dove vai se il Meme non ce l’hai?
Già, il mímēma, il gene come elemento culturale che si diffonde per imitazione; caspita, roba grossa, roba seria, mica uno scherzo di questi tempi digital-AI.
Una cosa venuta in mente a Richard Dawkins[1] nel digitalmente e social-mente lontanissimo 1976, la definizione di ciò che è per la cultura o una civiltà quello che è un gene per la genetica, quindi un elemento che fa parte del processo evolutivo di una cultura, una sorta di telomero che, attaccato ai cromosomi di un patrimonio culturale, lo modifica per imitazione, in quanto unità d’informazione replicabile. Gli scienziati non la presero molto bene, ma i social sì, molto bene, benissimo, e la memeticaè la scienza che si occupa dello studio dei memi.
Ora veniamo a noi: ho sentito dire da un esperto social che il Sindaco di Firenze, grazie al video in cui ha reagito di persona all’imbrattamento di Palazzo Vecchio da parte di alcuni attivisti di “Ultima Generazione” (ragazzi, datevi una calmata, ci sono altre strade, se volete e potete), ha un elevato “Potenziale Memetico”, quindi il suo gesto istintivo ripreso e rilanciato sui social lo rende un soggetto di particolare interesse promuovendolo come personalità istituzionale che non ha timore a mettersi in gioco per difendere fisicamente ciò che rappresenta e amministra. In pratica, con questo gesto di coraggio esplicito il Sindaco diventa un soggetto molto più interessante per i social, anche se dovesse dovesse essere oggetto di shitstorming o shitposting da parte di chi non appartiene alla sua parte e non la pensa come lui.
Insomma, a me che mi occupo di potenziale delle persone da una vita, questa cosa ha colpito, ma non affondato.
Il “Potenziale Memetico”, caspita, non ci avevo ancora pensato sul serio.
Cioè se vuoi influire sull’evoluzione della cultura del tuo ambiente sociale devi generare dei meme, qualcosa che, per imitazione, intacchi il suo DNA, una sorta di epigenetica culturale. Qualcosa di forte, mica le solite cose.
Poi, che tu lo faccia con un tormentone, con citazioni appropriate, con barzellette, proverbi, canzoni, poesie, qualcosa generato dall’Intelligenza Artificiale, un epic meaning ben azzeccato, una parola chiave, un neologismo o qualsiasi altra cosa che possa essere propagata (dai social in primis, ma anche da altri canali, se li trovi), che tu lo faccia per fare qualcosa di buono, per autopromuoverti (accade spesso) o per sputtanare, questo è un altro film.
Dipende da chi sei e da come sei.
Allora mi ci metterò anche io, indosserò la mia tuta memetica che, seppur appena ritirata dalla lavanderia, contiene ancora tracce del mio DNA.
[1] “Il Gene Egoista, la parte immortale di ogni essere vivente”, ovvero “The Selfish Gene”, di Richard Dawkins, 1976, e in seconda edizione arricchita, nel 1989.
