Carlito’s Way
Olympic Stories
Judo, la dottrina della gentilezza
Il Judo è nulla nella memoria dello sport italiano, ma ha vinto più medaglie del calcio e di molti altri sport alle Olimpiadi.
Il suo nome è magnifico, è l’arte, o la dottrina, della gentilezza, combatti duramente ma non puoi far male all’avversario, che non è un nemico.
La prima medaglia italiano nel Judo fu di bronzo, di Felice Mariani, nel 1956 alle Olimpiadi di Montreal.
Un maestro, Masami Matshusita, la fece diventare una disciplina importante in Italia.
Minore, ma mica tanto.
La storia che mi piace ricordare è quella di Ezio Gamba, la prima medaglia d’oro italiana nel Judo, alle Olimpiadi del 1980, a Mosca, una di quelle boicottate nella storia, per motivi politici.
Siccome non ci andarono gli americani, insieme ad altri, fu vietato anche agli italiani di andarci, ma con una delle solite forme all’italiana: non ci poteva andare solo chi faceva parte di una delle “forze armate” italiane.
Ezio Gamba faceva parte del gruppo sportivo dei Carabinieri, era forte, e avrebbe avuto un seguito un destino protetto, sicuro.
Ma voleva andare alle Olimpiadi perché sapeva che quello era il “momentum”, la stagione della sua vita un cui poteva accadere qualcosa di unico, e così decise di lasciare l’Arma dei Carabinieri per non perdere quella opportunità, o meglio, sensazione.
A Mosca, la finale con il grande campione inglese Neil Adams, imbattuto da tempo, fu memorabile, all’ultimo respiro, come meritano un’Olimpiade e il coraggio di cambiare strada nella vita.
Quattro anni dopo, a Los Angeles, ancora un’Olimpiade boicottata per ripicca, questa volta dal blocco di appartenenza sovietica, vinse l’argento.
Nel 2013 entrò nella Hall of Fame della disciplina, insieme con Franco Cappelletti.
In seguito scelse di diventare cittadino russo, allenando anche il monarca Putin, il quale sembra esprimere grande riconoscenza al nostro Gamba.
Se non qui, altrove, come dice Fernando Pessoa.
Da allora in poi la disciplina della gentilezza ha dato grandi soddisfazioni dimenticate allo sport italiano, dimenticate in un attimo per la gloria dei più noti; piano piano fino a Basile, 200^ medaglia d’oro italiana nella storia delle Olimpiadi, a Rio de Janeiro nel 2016, fino a Maria Centracchio e alle sue lacrime con il Sorriso di Duchenne, che saranno presto dimenticate dai più disattenti.
Forse ne arriveranno altre di medaglie e soddisfazioni, ma l’importante è ricordare che vengono dalla dottrina della gentilezza.


