Carlito’s Way
La Pasqua del 2020
(con una postilla su quella del 2021)
A Fantafantasy Storytelling
E’ risaputo che gli esseri umani hanno un particolare rapporto con la Storia, cioè tendono a ricordare quasi tutto della propria storia personale e ne fanno tesoro o scempio, ma dimenticano facilmente la Storia Umana nella sua grandezza e implacabile continuità, forse perché non la studiano, o più probabilmente perché è troppo dolorosa, con la conseguenza di non imparare sufficientemente, perché da sempre più affascinati dalla tecnologia e dalla scienza, che sono proiettate verso il futuro e quindi verso la speranza, e tendono a evitare la conoscenza dei ricordi, che spesso sono dolorosi. Però cosi, non imparano a non ripetere gli errori, e così si va avanti, anche ora, ai tempi miei.
Ora che sono passati innumerevoli anni, io che sono appassionato di Storia mi ritrovo tra le mani e davanti agli occhi un frammento di Storia Antica che la cecità del tempo ha sfuocato, ma mi rendo conto dell’enorme impatto che ebbe allora, nel lontanissimo 2020.
Restano alcuni documenti, immagini, parole, che nel tempo sono state sintetizzate in pochi spunti (è stata abolita la ridondanza d’informazioni, ora tutta l’informazione è sintetica), ma qualcosa ho trovato.
A quei tempi si usavano dei sistemi di interconnessione chiamati “social network”, dove le persone mettevano le loro storie personali con l’intento di renderle pubbliche e l’evidente illusione di renderle memorabili, e il loro utilizzo era talmente intenso e diffuso che si creavano dei “cloud di parole”, in pratica degli agglomerati di parole che mostravano quali fossero i concetti e gli interessi dominanti in un determinato momento, influenzando le opinioni, e quindi le scelte delle persone e dei decisori politici in base agli umori del momento, sintetizzando le opinioni indistinte in qualcosa di apparentemente omogeneo. Non si studiavano le differenze, le sfumature, che entravano tutte nella medesima parola o concetto, un modo assai strano di pensare ed agire. Ma erano altri tempi. C’erano poi altri “cloud”, altri sistemi che immagazzinavamo quantità immense di dati, in maniera apparentemente non fisica, dati che poi venivano venduti o scambiati tra soggetti che governavano i grandi processi economici e decisionali del mondo.
Così, cercando tra gli anfratti della Storia, ho trovato alcune testimonianze che risalgono più o meno al periodo intorno alla Pasqua del 2020, ed evidentemente accade qualcosa di grande rilevanza, anche oggi è quasi del tutto catalogato come un “incidente nella Storia dell’Umanità”, uno tra i tanti, visto che di pandemie in seguito ne abbiamo viste tante altre. Ma loro dimenticavano facilmente anche la Storia che li aveva preceduti, e si sentivano immuni dai pericoli dell’esistenza su questo Pianeta.
In quei giorni il “cloud di parole” metteva al centro “eroi”, “eroismo”, “andrattuttobene” (immagino con sgomento il sentimento di angoscia che poteva attraversare l’anima della gente di quei tempi), e poi ancora “empatia”, “solidarietà”, “economia”, “guerra”, “vaccino”, “Europa”, “sostenibilità”, “resilienza”, “lockdown” , “coprifuoco” e, naturalmente “Virus” e “Covid19”.
E le immagini di quei giorni, quelle che ho trovato, erano le città vuote (le grandi città che, improvvisamente, avevano ritrovato controvoglia il loro magnifico senso architettonico originario, si trovano ancora immagini bellissime di quei momenti), le persone con mascherine di fortuna e code, tante code per comprare cose che pure ai tempi esistevano in abbondanza nei luoghi più colpiti. Ma non si trovavano le mascherine, perché erano considerati prodotti di poco valore e quindi a bassa redditività, fino a qualche settimana prima dell’incidente.
E le notizie erano quelle di un Papa che per la prima volta in circa 2000 anni di storia della cristianità celebrava la Via Crucis davanti a nessuno (un uomo fragile e claudicante davanti a una piazza improvvisamente vuota e quindi alla vista più grande di sempre), delle Olimpiadi rinviate per la prima ed unica volta ad un anno dispari (ho controllato con attenzione e, dopo, davvero non è mai più accaduto sino ad ora), ed una contabilità quotidiana del numero di morti.
Passò poi, in diversi mesi che dovettero essere veramente difficili anzi, lo furono, ma oggi non ce ne rendiamo probabilmente più conto di quanto lo furono.
Risulta così che l’empatia fosse rivolta soprattutto a chi si occupava di curare i malati, medici, infermieri, farmacisti che tenevano aperte le farmacie a disposizione della gente comune, e a tutti coloro che rischiavano la loro incolumità per permettere la lotta al virus e lo scorrere di una vita considerata inaccettabile per il cambio repentino di abitudini e ritmo. Fu un vero afflato di empatia. Ma un vero appassionato di Storia non si ferma al momento in cui accadono gli eventi, va a cercare qualcosa anche nel “prima” e nel “dopo”. E così ho trovato documenti che dicono che l’empatia non fosse così diffusa, come fenomeno collettivo, solo qualche settimana prima che accadesse il tutto: pare che l’empatia nei confronti dei pazienti e dei più deboli non fosse così evidente prima di quell’evento, e nemmeno delle loro famiglie, e che nel mondo centinaia di milioni di persone non potessero nemmeno accedere ad ogni forma di cura, empatia, o cure empatiche. In pratica si verificò un cambio repentino in pochissimo tempo, e questo fu certamente un evento eccezionale nella Storia, del quale tenere conto anche oggi: l’empatia nei confronti di chi soffre passò da fenomeno legato alla sensibilità della singola persona (medico, infermiere, e altri coinvolti), o alla conoscenza diretta o indiretta del paziente “segnalato” da qualcuno dell’ambiente, a fenomeno collettivo: da poca e casuale empatia a empatia diffusa, davvero notevole nella Storia.
Pare che i vecchi nelle case di riposo subirono una strage, non so se sia associabile al concetto di empatia, non ho trovato fonti sufficienti.
E così quegli eroi ebbero il loro giusto momento di gloria, ed ebbero l’empatia di tutti, lavorando in emergenza e rischiando la loro vita, facendo il loro dovere in condizioni eccezionali.
Non c’è taccia di altri “eroi” che da sempre facevano il loro dovere con dedizione in molte altre tipologie di attività utili alla Sociatà, e questo fu davvero singolare, oggi quasi incomprensibile.
Per questo qualcuno coniò il concetto di “empatia situazionale”, che passò alla Storia grazie a quel periodo e a chi lo visse e lo studiò da vicino, potendo sopravvivergli.
Come in ogni periodo difficile della Storia, si vissero “momenti della verità”: da sempre in quei momenti le anime migliori si manifestano ed emergono, così così le anime più nere. E’ sempre accaduto e sempre accadrà, questa è una delle costanti della Storia, anche questo oggi possiamo constatarlo con certezza.
In mezzo alla nobiltà d’animo di molte persone, le ipotesi complottiste dilagarono, al punto che il più noto dei social network dell’epoca, che si chiamava “Facebook”, decise di permettere l’opzione “unlilke” accanto a quella “like”: ma non funzionò, anzi peggiorò le cose, visto che chi riceveva normalmente i suoi rassicuranti “like” di routine si ritrovò subissato da “unlike”, tali erano i livelli di rabbia e paura: nessuno voleva che la propria piccola storia non piacesse agli altri. Così Facebook decise di apre un altro canale, chiamato Fakebook, dove convogliare tutto l’odio e le falsità che dilagavano in quei tempi sinistri, ma anche questo non funzionò, divenne un cimitero di mestizia al quale nessuno voleva più accedere. Col tempo si dissolsero, ed oggi non esistono più.
L’Europa, un agglomerato di Nazioni un tempo nobili, incapace di dare vita nel cloud alla parola “solidarietà”, si dissolse in piccoli gruppi di stati accomunati da problemi comuni, più che da opportunità condivise. Pensate che si ha notizia che in Paese come la Svezia si decise di dare la priorità alla morte degli anziani, per classi età e di patologie, e questo fece scomparire qualsiasi idea di socialdemocrazia proprio a partire da uno dei luoghi che ne fece una bandiera, con immense conseguenze sul mondo politico e sull’idea di moralità dominante.
Parlando ancora della “solidarietà”, in questo caso ci fu un’evoluzione inattesa: scomparve dopo pochi mesi l’idea di solidarietà come fenomeno collettivo, ma si formarono piccole comunità e reti solidali che effettivamente prima non avevano traccia, e che perdurarono nel tempo. Qualcuno ai tempi coniò il concetto di “solidarietà a responsabilità limitata”, che è rimasto sino ad oggi, con le dovute trasformazioni, tanto che oggi è un’attribuzione di personalità giuridica di alcune società che hanno particolari agevolazioni.
In Economia accadde una cosa fino ad allora inaudita: milioni di persone, in pochi giorni, si misero ad offrire gratuitamente (tramite una cosa chiamata “webinar”) servizi che prima si facevano pagare ed erano il loro sostentamento, e così accadde che poi molti non vollero più pagarli, mettendo sul lastrico interi sistemi professionali ed umani.
Intere organizzazioni che fono a tre settimane prima del fatto non permettevano ai propri dipendenti di lavorare da casa nonostante le tecnologie in molti casi lo permettessero, diventarono estreme sostenitrici di una modalità chiamata “smart working” (questo a noi oggi è ancora incomprensibile perché non riusciamo a spiegarci quale lavoro non sia “smart”, a meno che non sia illegale), facendo credere che quello fosse IL lavoro, e non solamente un modo diverso di lavorare; guardate che non fu uno scherzo, fu una specie di illusione professionale di cambiamento nei rapporti tra datori e lavoratori, che lasciò tracce in seguito: continuò solo in quelle organizzazioni che furono capaci di modificare i loro sistemi organizzativi, i loro processi decisionali, e i rapporti fiduciari. Altrove, semplicemente sparì, per poi tornare con l’avvento di sistemi tecnologici e di controllo della produttività più evoluti. Come sempre nella Storia, l’emergenza produsse eccellenza, ma anche stupidità.
Un altro effetto rintracciabile fu un’enorme crisi fiscale, perché durante l’emergenza si scoprì che numerosissime persone che erano fedeli al loro Paese non ebbero alcun sostegno, e anzi contribuirono al sostegno di chi era infedele, e convinto ed orgoglioso di doverlo essere: questo causò una grande crisi morale che alcuni Governi non riuscirono mai pienamente a risolvere, perdendo progressivamente fiducia e consegnando alcuni Paesi ai difensori dell’illegalità.
Non dovettero essere tempi facili, davvero. Crebbero indignazione da un lato ed illegalità dall’altro, producendo enormi conflitti sociali e senso diffuso di rammarico e, peggio, rancore sociale.
Per darvi meglio l’idea di quello che intendo esprimere studiando le fonti dell’epoca, a quei tempi la gente guardava uno strumento chiamato “televisione” (simile ai visori che abbiamo oggi, ma molto più primitivo) e ne traeva grande piacere ed influenza: ebbene ho rintracciato una “serie televisiva” che si chiamava “La Casa di Carta”, una storia a puntate in pratica, dove un gruppo di ladri assaltava ripetutamente le più grandi istituzioni bancarie del proprio paese, facendone un fatto di giustizia e redistribuzione del reddito ed avendo come nemici le istituzioni bancarie (non godevano di grande popolarità, va detto), e suscitando un sentimento ambivalente nella gente e negli spettatori (così venivano definiti coloro che guardavano la TV, dal vecchio latino spectare, cioè guardare, oggi per fortuna si guarda e partecipa): in pratica, i sentimenti si confondevano con ragione ed istinti – e questo anche oggi è così, il processo evolutivo non ha cambiato questo aspetto – per cui alla fine non si capiva più che erano i ladri e chi i giusti, e da che parte stare.
Quindi quella che nel linguaggio dei tempi era definita “ripresa economica” – vale a dire il ripristino veloce di condizioni analoghe allo stato precedente con una prospettiva di crescita rapida – fu oggetto di enormi sforzi e in un contesto di enorme disagio sociale, e per favorire questo processo diversi governi nazionali istituirono delle così dette “task force di esperti di eccellenza”, in pratica gruppi di personalità con curriculum molto importanti per lo più provenienti da grandi istituzioni come l’Università, Centri di Ricerca, istituzioni finanziarie, associazioni che rappresentavano entità chiamate “corpi intermedi” (ne stiamo ancora ricercando il significato, è una delle ricerche più oscure anche ai tempi in cui vi scrivo), e così via. Ne risultò un mezzo fallimento, per la disomogeneità degli esperti, eccellenti nel loro campo, ma che non sapevano lavorare insieme, ma soprattutto perché presero il posto della politica, insieme con le task forse medico – scientifiche, generando ulteriore confusione di idee ed indirizzi. Agli occhi nostri, di chi vive questa epoca così lontana da quei fatti, rimane difficile comprendere perché le task force non furono composte da persone che venissero dai territori coinvolti ed avessero prodotto risultati, essendo gli unici in grado di conoscere cosa stava accadendo veramente alle persone comuni, la stragrande maggioranza di coloro che pagarono i prezzi più elevati di quel momento storico. Pensate che ai nostri tempi per potere accedere ad un ruolo universitario nel tuo curriculum devi avere lavorato par almeno 5 anni, negli ultimi 10, in organizzazioni produttive o istituzioni territoriali e avere prodotto risultati dimostrabili come occupazione, conoscenza sul campo, reddito diffuso, tutela sociale, piuttosto che pubblicazioni e partecipazione a convegni, che pure non vengono disdegnati, se non sono diventati il lavoro principale. Insomma le persone di status non già acclarato dalla partecipazione ad istituzioni importanti non vennero prese in considerazione in nessuna task force; così si ebbe l’impressione che nuovi “poteri forti” (così venivano definiti) si affiancassero a “poteri forti” già esistenti, e ciò non piacque quasi a nessuno, ma erano tutti talmente così assuefatti al fenomeno, che il massimo della protesta fu espressa tramite qualche post fagocitato nella pluralità dei social, e che quindi risultò perfettamente inutile.
Nel frattempo, come sempre infine, la scienza creò il vaccino, e le cose si normalizzarono, ma nell’animo delle persone restò una traccia indelebile che, forse, tramite la memoria collettiva, la tecnologia e le testimonianze di cui disponiamo, arriva fino ai tempi in cui scrivo.
Per questo, ora che disponiamo di una tecnologia nuova come il 14G, che ci permette di tornare di persona alle fonti e di “vedere” quello che accadde tramite le testimonianze che sono rimaste parlando direttamente con gli ologrammi delle persone che vissero quei tempi, ho deciso che la sperimenterò, anche se so che sarà un viaggio doloroso, ma qualcosa in più imparerò e lo racconterò.
Non dovei intasare le reti, ora siamo solo 4 miliardi di persone, e ciascuno ha la sua rete personale, siamo tutti provider di noi stessi.
Postilla dopo un anno, Pasqua del 2021
Noi del CREP (Centro Ricerche sugli Eventi del Passato), abbiamo continuato a studiare gli eventi di quella strana fase della Storia dei nostri antenati perché, anche se quella fase si perde nella notte dei tempi, siamo il frutto dei semi della conoscenza di ogni epoca.
In un anno accadde che la Scienza fece un enorme passo in avanti, in particolare la ricerca scientifica, che in poco meno di un anno riuscì a produrre diversi vaccini per fronteggiare quell’immane tragedia. Oggi che i vaccini li produciamo in tre cicli giornalieri, potrebbe sembrarci poca cosa, ma a quei tempi non fu così, fu un evento straordinario, una grande passo in avanti per l’Umanità. Ci furono nazioni che riuscirono a vaccinare in poco tempo la maggior parte dei propri cittadini, altre che ebbero bisogno di più tempo perché i vaccini vennero prodotti con discontinuità e distribuiti con criteri poco chiari, e ci furono fenomeni di rifiuto dei vaccini. Ma i vaccini funzionarono, e permisero di debellare velocemente (ai tempi, ma lentamente per come viviamo noi oggi) forse anche grazie a quella esperienza) quell’attacco all’Umanità. Abbiamo scoperto che in un anno crebbe enormemente la stanchezza dei nostri antenati, fenomeno che stiamo ancora studiando, e del quale vi parleremo non appena avremo acquisito nuove testimonianze dell’epoca; andiamo cauti perché molte di quelle testimonianze vanno vagliate in termini di attendibilità, ai tempi parlavano in molti, ma l’incertezza era tale che molti non sapevano bene cosa stavano dicendo. La diseguaglianza sociale esplose di nuovo. Chi soffrì di più furono gli anziani (li chiamavano “vecchi”, i bambini e gli adolescenti, che non vissero l’adolescenza, e gli effetti si videro presto). Era un tempo in cui c’erano molta comunicazione, ma poco dialogo, pochi asserivano online, i più ascoltavano passivamente.
