Carlitos’s Way
#Primomaggio #AI
Ho chiesto a un’app d’ Intelligenza Artificiale (AI), assicurandomi di darle diversi input, di scrivere qualcosa, una specie di “ode” al Primo Maggio, è uscito quasi sempre questo:
“Il Primo Maggio è qui, la festa dei lavoratori, che ci ricorda che il lavoro è un diritto e non un dovere.
Oggi ci fermiamo un attimo, per celebrare chi lavora e per ricordare a tutti che il lavoro è una cosa sacra.
Che sia un operaio o un impiegato, un medico o un insegnante, tutti hanno il diritto di lavorare, e di essere rispettati.
E allora festeggiamo insieme, il primo maggio di quest’anno, e ricordiamoci sempre che il lavoro è un valore umano.
Spero che ti piaccia! Dimmi se posso aiutarti con qualcos’altro”.
Questo è: certamente qualcuno potrà affermare, con ragione, che non ho usato un’app evoluta, e che AI avrebbe potuto fare di meglio, magari un bel filmato con personaggi noti che adulano il garofano e altri che se lo mangiano beffardamente. Ma si sa, i limiti e i potenziali dell’AI sono tutti da scoprire, e ne scopriremo delle belle, se ci affidiamo agli innumerevoli AI experts che in questi giorni compaiono come funghi dopo una bella pioggia in un bosco.
Ma la semplicità della formulazione AI mi fa tenerezza, è come se fosse ancora timida, dice niente più e niente meno di quello che alcuni di noi pensano, salvo coloro che ne fanno un’occasione puramente ideologica, che sono un mondo a parte, ma tremendamente reale.
- “Un diritto e non un dovere”: un diritto certamente, un dovere come fai a dire che non è così?; rimane il fatto che alcuni i diritti li hanno, ed altri per nulla, ed altri il lavoro non ce l’hanno proprio, o lo hanno perduto, e non sanno come fare, facile dire qualcosa per chi ce l’ha;
- “il lavoro è una cosa sacra”: in generale è vero, ma se è quello in cui non ti riconosci può e lo fai solo perché sei costretto/a per sopravvivenza può esse un inferno;
- “tutti hanno il diritto di lavorare, e di essere rispettati”: vero, magari, ma non è così;
- “che sia un operaio o un impiegato, un medico o un insegnante”, anche un manager, che differenza fa, in fin dei conti anche un manager è un o una impiegata o, peggio ancora, una persona che lavora come tale, ma che diritti non ha;
- “e allora festeggiamo insieme”: ad oggi ci sono troppi modi diversi di festeggiarlo, ne basterebbe uno sobrio ed unificante;
- “e ricordiamoci sempre che il lavoro è un valore umano”: lo è senz’altro, ma molti lo interpretano da un punto di vista soggettivo, e non universale.
- “Spero che ti piaccia! Dimmi se posso aiutarti con qualcos’altro”; ma sì dai, non mi dispiace, sei ancora quasi a livello di QI e un po’ meno da QE, cara AI, ma farai rapidissimi progressi; mi mancano ancora parole come “identità”, “dignità”, eguaglianza”,, ma anche tu AI avrai il tuo mainstream (anzi, ce l’hai già alla grande), e sono certo che, se smanettassi un po’ di più, in questo Primo Maggio, già le troverei da qualche parte, sei troppo avanti per non restare indietro, e sono troppo indietro per non restare avanti.
Non prendetevela, Signore e Signori dell’AI, è solo un divertissement di Carlito, che sicuramente non smetterà di seguirvi ed imparare, ma fate i bravi, e non i fenomeni. Keep calm and be mindful, aiutate a comprendere, e non a dire che avete già capito tutto, per favore.
E allora affidiamoci alla nostra cara Venere che dagli Uffizi ci accoglie, sapendo che senza tutto ciò Botticelli e Pellizza da Volpedo mai avrebbero potuto incontrarsi, che magari la pensavano pure diversamente, ma che Carlito ama entrambi.
E facciamoci un bel selfie AI-Renaissance-Revolution, che prima o poi servirà. possiamo esserne certi.

