Carlito’s Way
Un po’ per gioco, un po’ seriamente, scrissi questo articolo nel Maggio del 2020, per “prendere in giro” e riflettere seriamente sulla improvvisa tempesta digitale perfetta che calò nel mio lavoro, e in quello di molti altri. La corsa al Webinar.
Da allora, in effetti, le cose non sono cambiate molto: ogni giorno personalmente ricevo almeno 5-6 inviti a partecipare a webinar della più svariata natura, molti dei quali su temi che sono lontanissimi da me. A volte non fa male ascoltare cose he non ti appartengono direttamente, s’impara comunque qualcosa che poi rielabori e magari diventa utile o fonte d’ispirazione. Ma se dovessi prenderli tutti sul serio (e a volte guardate che insistono di brutto e qualcuno pure si offende se non partecipi o non rispondi all’invito, per esempio, ad un webinar sulla digitalizzazione delle presenza in azienda o sulla sanificazione dei bagni nei capannoni industriali, cosa per altro necessaria e utile, ma occupo d’altro), se dovessi fare sul serio, dicevo, dovrei abbandonare il mio lavoro e ritirarmi in un Webinarium.
Ma è passato un anno ancora, e la mia attenzione volge a fenomeni che si sono manifesti nel frattempo in questa stagione digital-relazionale, primo tra tutti l’impoverimento dell’ascolto e soprattutto del feedback (c’è chi parla e chi ascolta e alza la manina per ribadire il più delle volte quello che ha appena sentito o semplicemente per ringraziare per un ascolto passivo ), ed esprimere opinioni divergenti ottenendo un feedback articolato è sempre più difficile, con grave detrimento della vera partecipazione organizzativa, quella ragionata: “ne parleremo in seguito”, “affronteremo in altra sede”, “avremo un’altra occasione per discuterne”, sono le risposte più frequenti, e poi tutto tace nel Webinarium digitale. In secondo luogo l’emergere dei Digital-One-Man-Show: parlano sempre loro di tutto, hanno un’opinione su tutto, sono una sorta di voce unica dell’organizzaizone che amplifica e concentra la comunicazione (e il potere) su pochi, ma il dialogo, quello vero, non c’è, è più importante che ci sia più gente possibile che li ascolta, in qualunque situazione e su qualunque tema.
Non va mica bene così.
E sempre giocandoci un pò sopra, ma anche no, vi prometto che prossimamente ne parlerò seriamente.
WEBINARIUM
Meditazioni ragionate dalla clausura
“Fa freddo nello Scriptorium”, diceva Adso da Melk ne “Il Nome della Rosa”, “fa caldo nel Webinarium”, dice Carlito, in nome di che cosa?
Nel nome della Regola, per l’appunto, dei Webinarum, i nuovi Monasteri digitali sorti in un batter di ciglia in ogni angolo del Pianeta, dove non si pratica la clausura, perché semmai sono dedicati alla pratica della claustro-formazione. E alla preghiera che il nostro Mondo torni ad essere praticabile.
Una tempesta rovente di orazioni all’#andràtuttobene si abbatte come una furia incontrollabile nei Webinarium, e le nostre menti si scaldano, bruciano, avvampano d’idee mentre il nostro corpo penitente scalpita. Ci servirà per avvicinarci alla consapevolezza dell’ignoto e all’accettazione del mistero.
Se non possono muoversi le persone, allora facciamo viaggiare le idee, quelle non hanno confini, diamo loro ali digitali.
I Webinarium sono non-luoghi, dotati in ogni caso di una loro mistica, dove sorge spontaneamente una nuova religione, quella dello scambio istantaneo di idee e dell’apprendimento a distanza, e gli adepti crescono in maniera esponenziale, un’onda inarrestabile.
Ed infatti chi non è stato avvicinato in queste settimane da proposte di partecipazione, di collaborazione sino ad ora inimmaginabili fino a spingersi alla co-competition, cioè a fare cose con persone che fino a ieri erano acerrimi competitor e che ora, sull’altare della rinascita solidale, ti tendono la mano (alcuni per prenderti il braccio). I webinar scoccano da ogni parte e in ogni direzione, perché naturalmente ora tutti hanno qualcosa da dire, o vorrebbero dire qualcosa, e soprattutto essere ascoltati a testimonianza che “siamo ancora qui”.
Ci sta, è comprensibile che in una tale violenta e dirompente interruzione delle logiche di relazione e di abitudini e posizioni difficilmente conquistate nel tempo, la psicologia della catastrofe metta in gioco tutti i suoi effetti e strumenti terapeutici.
E’ stato ed è catastrofico dover imparare a relazionarsi a distanza, e produrre qualcosa di utile e remunerativo in tempi irragionevolmente rapidi per chiunque, e fa parte anche della prova della nostra resilienza, individuale e collettiva. Bisogna fare qualcosa. E dire qualcosa, soprattutto per chi ha sempre fatto del “dire” il proprio fare.
E così si sono aperti i Webinarium, chissà cosa direbbe San Benedetto nello scoprire la riscoperta l’evoluzione della sua Regola, “ora (speriamo che vada tutto bene, e preghiamo perché così sia) et labora” (qualcosa comunque devi fare, inventa e reinventati), ma in formato digitale.
E così in questi giorni passiamo il tempo a selezionare i webinar a cui partecipare, celebrando la nuova forma di liturgia dell’apprendimento, cercando quelli utili a noi, o più vicini al modo in cui pensiamo di poterci reinventare.
A volte troviamo qualcosa e qualcuno che ci dice qualcosa di utile ed interessante, il più delle volte è solo marketing della nuova religione. Sta al Webinarium proporre, sta a noi scegliere, selezionare, per non cadere nella trappola che ora qualunque cosa sia utile, pur di esserci e partecipare; insomma, per la paura di restare “fuori dal dopo”.
E’ una cosa nuova che ci porterà ad essere più abili nello scegliere cosa è veramente utile per noi, per non essere travolti passando ore ed ore ad ascoltare chiunque e qualsiasi cosa.
Anche io ho una Regola, che è sempre stata quella del “giocare seriamente”, che per me significa fare le cose fatte bene, scegliere le cose davvero rilevanti, dire le cose che conosco, tacere su quelle che non conosco sufficientemente, affidandomi alla leggerezza del non prendermi mai troppo sul serio e di non considerarmi l’ombelico del mondo.
Per cui, giocando seriamente, sono entrato nel Webinarium in punta di piedi, come si fa nei Monasteri, rispettando la Regola, e ho osservato chi ci sta dentro, chi ci lavora dentro, chi ne è protagonista e con quali ruoli.
E quindi nel Webinarium ci sono alcune personalità determinanti per il suo essere e divenire.
Il Webinarium è guidato dall’Abate, che è colui, o colei (sono aperti a tutti senza distinzione di genere) che sta a capo del convento digitale, è stato destinato ad esserlo da una comunità di appartenenza (in questo caso bastano meno di 12 monaci o monache, la nuova Regola lo permette), e come tale è per l’appunto colui o colei che decide cosa si fa e come deve agire l’intero Webinarium: tutti, indistintamente, fanno riferimento a lui o a lei; in un certo senso è il primus excogitatoris, non si fa vedere molto in video, se non in casi veramente importanti, decide l’impronta del Webinarium nella sua filosofia di fondo, partecipa ai webinar, ma non li conduce quasi mai direttamente. Si sa che c’è, si sa chi è, ma più che farsi vedere ama far percepire la sua immanente presenza in quanto Deus del Webinarium. Un umile suggerimento all’Abate: sii autentico, Abate, scegli una linea precisa, dai una direzione (via) identificabile ed immediatamente leggibile, non cercare solo di avere più adepti possibile, sii ampio nelle vedute ed oculato nelle scelte, chiaro nel chi vuoi che siano tuoi discepoli, non considerarli come dei semplici follower destinati a riempire il tuo Webinarium, i discipuli oggi più che mai hanno bisogno di saggezza, concretezza e competenza, ma quella vera e tutte insieme, tutte e tre le cose insieme.
Come da tradizione plurisecolare, appena sotto l’Abate c’è il Priore, cui competono invece le responsabilità e il governo delle questioni più pratiche connesse alla vita che si svolge nel Webinarium; per cui il Priore del monastero digitale è colui, o colei che, sotto stretta osservanza delle direttive dell’Abate, in pratica organizza e gestisce il webinar, lo anima facilitandolo. Anche a te, Priore, un umile consiglio: se il webinar è di 40 – 60 minuti non parlare per 15 minuti di te stesso o di te stessa e delle meraviglie che accadono ne tuo Webinarium, perché la gente lo capisce da se, non dare un tono eccessivamente “gospel” all’introduzione, perché sennò sembri più un predicatore che un animatore; usa toni pop, o rock, o jazz, ma sii breve, incisivo, sorridente senza essere stupefacente. Se invece preferisci un mood da canto gregoriano sappi che devi saper suonare l’organo come un grandissimo maestro, perchè è uno degli strumenti più magici e complessi che esista, è per pochi. E un’altra cosa (sempre umilmente): siccome sei tu, o Priore, che scegli le domande che il pubblico degli astanti rivolge all’esperto, fa in modo che siano davvero domande, evita i commenti da apologia del webinar e i saluti degli amici che sono presenti (se sono presenti) per far vedere che hai tanti seguaci, ricorda che sei un officiante, non un Templare. Perché sennò togli spazi, senso e significato al protagonista vero del Webinarium.
Che è il Webinarista, una figura multiforme, che può assumere diversi ruoli nell’alchimia del Webinarium. In ogni caso, il Webinarista è la personalità di spicco che ha concordato il titolo dell’omelia con il Priore, e le dà vita, con le sue parole e, non dimentichiamolo perché nel racconto digitale ha la sua bella importanza, con la sua postura e con l’ambientazione dalla quale tiene la sua orazione (speech, se preferite). Normalmente la liturgia del webinar fuziona così: il Priore (o in casi eccezionali l’abate, se il Webinarista è di gran prestigio), apre le porte del Webiarium con un saluto agli astanti, ne ricorda l’importanza, le regole e l’importanza delle regole, dopo di che introduce (spesso con qualche iperbole, concediamola, fratelli e sorelle) il Webinarista, e dopo qualche simpatica battuta inizia il webinar. I fedeli commentano (tanto) e fanno domande (poche) che sono visibili solo al Priore, il quale nel durante fa qualche osservazione, puntualizzazione, sottolineatura e poi, al termine del racconto, prende qualche domanda e le gira al Webinarista il quale, graziosamente, risponde. A ciascun Webinarista viene lasciata libertà del proprio stile: alcuni sono in giacca e cravatta o tailleur per sottolineare il loro status di esperti sempre pronti ed appartenenti ad una certa classe professionale “di classe” , altri sono più informali nell’abbigliamento per dare un’immagine più amichevole e generare un maggior senso di vicinanza (non sono proprio come te che mi ascolti, ma quasi); visto che si vede solo il busto, è la parte superiore che conta, ed infatti ho visto un Webinarista con un maglioncino di cachemire ed affermare che era in mutande e, per dimostrarlo, alzarsi per far vedere che era vero. Lo giuro. L’ambientazione può essere sobria, minimal, oppure molto personale, e anche questo rivela parte dell’animus, dell’ars e della vis del Webinarista. Anche a te, Webinarista, un umile consiglio: fai in modo che il webinar sia una piccola storia, costruisci una narrazione sul tema, prepara un paio di concetti ed idee chiave ed un paio di ”frasi memorabili” che li rappresentino in modo che, anche chi non appartiene al tuo mondo, abbia la sensazione di avere imparato qualcosa proveniente da un mondo che non è il proprio: fai però in modo di tradurli in un linguaggio vicini al tipo di astanti che hai dall’altra parte, così non lo dimenticheranno. E’ la cosa più bella che può accadere in un webinar, per chi ti ascolta. Se puoi, evita slides o condivisione di schermo, parla liberamente e lasciati andare al tuo pensiero, perché i webinar più sorprendenti sono quelli che ascolti, appunto, da persone che non appartengono al loro mondo o categoria professionale, e fanno fluire il pensiero. Non concludere facendoti pubblicità, a quella dovrebbe pensarci il bravo Priore, con garbo. E’ un webinar, non un magnificat. Ed è così che dai un servizio utile al Webinarologo.
Che è colui che ne fruisce. Il Webinarologo è inondato da offerta dai più disparati Webinarium, e quindi il suo primo sforzo sta nella presa di decisione, nella scelta tra gli innumerevoli webinar che gli vengono offerti. Il Webinarologo accorto fa scelte precise, e diviene man mano un esperto nell’individuazione dei Webinarium di maggiore prestigio, ne comprende la filosofia e sa selezionare i contenuti; così sa anche fare le domande giuste, nella speranza che il Priore comprenda e ne faccia a sua volta tesoro. Il Webinarologo accorto alterna la partecipazione a webinar di suo stretto interesse nel campo della sua professione, competenza a ruolo, per trarne valore aggiunto, ad altri webinar che vengono invece da contest professionali molto diversi, perché sa che la contaminazione dei saperi è il più grande dei valori aggiunti. Viceversa, il Webinarista complusivo partecipa a più webinar possibile, di qualunque genere, senza una linea precisa, ma in funzione della disponibilità di tempo personale, magari impara qualcosa di nuovo, ma spesso lo fa in maniera confusa. Più che domande fa saluti e commenti, il suo contributo al successo del webinar è sovente erratico.
Nel Webimarium ci sono poi altre figure, che ai più possono sembrare minori, ma che in realtà hanno un ruolo determinante che consiste nella preparazione di tutto ciò che serve ad officiare i webinar, dagli aspetti organizzativi agli inviti, fino alla gestione dei tempi e al fondamentale aspetto del corretto e continuativo funzionamento delle tecnologie necessarie. Sono i Novizi del Webimarium, personalità preziose, invisibili nelle loro celle tecnologiche, ma senza di loro il Webinarium non funzionerebbe. E poi studiano perché devono crescere e costruire valore, allargare le reti, ed un giorno qualcuno di loro diventerà Webinarista, o forse Priore o, perché no, nel ricambio generazionale del Webinarium, anche Abate. Tra i Novizi c’è una buona componente del genius loci del Webinarium, mai sottovalutarne il ruolo e le prospettive.
Il Tesoriere del Webinarium è la figura più nascosta e, francamente, in difficoltà del Webinarium, dove è difficile far quadrare i conti, si sa che le donazioni in questa fase sono alquanto scarse. E poi la Regola del Webinarium prevede l’ospitalità, per cui sono quasi tutti gratuiti, e questa pioggia di gratuità (“non è tempo di pensare ai compensi”, mi ha detto un Abate qualche settimana fa, “ogni cosa a suo tempo”, gli ho risposto io, “amen” abbiato recitato insieme) creerà abitudini che saranno difficili da sradicare quando si tornerà al tempo in cui si ricominceranno a celebrare le liturgie cum discipuli in conspectu viventem. Ogni cosa a sua tempo.
“Fa freddo nello Scriptorium, il pollice mi duole.
“Fa caldo ne Webinarium”, e anche il mio pollice duole.
“Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”.
Sempre giocando seriamente, e seriamente giocando. Ludere semper gravis et gravissime ludere.
I Webinar fatti bene sono utili e sono una cosa seria.

