Wilson Greatbatch
inventore del pacemaker impiantabile
Wilson Greatbatch nacque nel 1919, pochi anni prima di mio padre, e morì nel 2011, pochi anni dopo di lui.
Dopo la guerra, si laureò in ingegneria elettronica alla Cornell University, ed iniziò a lavorare in ambito veterinario in una fattoria ad Itaha, New York. Un giorno fece un errore: lavorando con un oscillatore che registrava il battito cardiaco negli animali, , inserì un resistore sbagliato: “osservai incredulo, finchè mi resi conto che era esattamente ciò che serviva in caso di aritmie”. Nella primavera del 1958 fece visita a William Chardack, primario di chirurgia al Veteran Affairs Hospital di Buffalo, e gli raccontò la propria scoperta. “se lei può fare una cosa del gemere, riuscirà a salvare almeno diecimila vite all’anno”, gli rispose il Primario. Mollò tutto e si chiuse nel suo garage, guarda caso, come un vero startupper. Lo sperimentarono su un animale, e funzionò. Nel 1959 William investì tutti i suoi risparmi nella fabbricazione di 50 pacemaker impiantabili: il primo impianto umano fu realizzato nel 1960 su un paziente, che sopravvisse 18 mesi. Nello stesso anno William e Chardack autorizzarono la produzione del pacemaker impiantabile in una piccola azienda di Minneapolis, la Medtronic, ottenendo ordini per altri 50 pacemaker, venduti a 375 dollari l’uno. William continuò a perfezionare il suo dispositivo, e nel 1970 ne furono impiantati 50.000, e circa 150.000 nel 1975. Oggi, nelle sue forme più attuali, è indispensabile per salvare milioni di vite .
Nel 1984 la National Society of Professional Engineers selezionò il pacemaker impiantabile di Greatbatch tra i dieci contributi ingegneristici degli ultimi 50 anni più importanti per la società e la vita umana. Nel 1998 fu nominato membro della National Inventors Hall of Fame.
Serendipity, fiducia da parte di qualcuno che ha il coraggio di credere in te, intraprendenza e tenacia, la formula che si ripetesse più spesso chissà dove porterebbe. Una storia passata, oramai quasi dimenticata, una di quelle che piacciono a Carlito.
